Giorno Diciassette – Incominciamo a essere preoccupati

Avevamo fatto dei sinceri complimenti al premier Conte nel pomeriggio e ora ci troviamo di fronte a questa dichiarazione che riprendiamo da altri siti: “A Pasqua saremo ancora bloccati in casa? “Sulla Pasqua non mi faccia far previsioni – ha poi detto Conte in serata al Tg5 – ci atteniamo all’andamento epidemiologico, ragionevolmente non è una soluzione dei prossimi giorni, ma confidiamo che non lo sia neppure dei prossimi mesi”. 

Sulla Pasqua????? Domenica 12 aprile?? Presidente, è ora di dire agli italiani che sarà un miracolo se potremo uscire moderatamente di casa lunedì 18 maggio! E saremmo anche già fortunati perché, per chi non lo sapesse, le direttive della World Health Organization (WHO) che tanto sentiamo nominare prevedono per dichiarare esaurita una pandemia che ci debba essere l’intero arco temporale di DUE interi cicli di contagio senza nessun caso!

Il che significa, secondo le regole, 28 giorni senza un contagio. E qui qualcuno mi dirà.. sì, ma quando ci saranno cinquanta casi al giorno in tutta Italia vedrai che diranno che non è niente e ci faranno uscire… voglio proprio vedere chi si prende questa responsabilità per poi magari vedere che i casi improvvisamente aumentano e parte un nuovo focolaio esattamente come, per la cronaca, sta accadendo a Hong Kong.

Mi fido molto più dell’amministratore delegato di Ryanair (rendetevi conto, fidarsi di venditori di panini volanti!) che ha detto a chiare lettere che intanto per tutto Aprile e tutto Maggio terranno a terra tutti i voli e poi si vedrà cosa fare.

Visto che se siete arrivati fin qua non vi dispiace leggere la mia opinione io vi faccio tranquillamente la mia previsione per quando potremo riprendere una vita normale: fine giugno. E spero di non essere smentito e che si debba andare ancora oltre, cosa di cui, francamente non mi stupirei nemmeno troppo.

E se questa previsione sarà corretta, ci sarà un paese da ricostruire da zero. Ci sbilanceremo in qualche previsione economica più avanti, tanto, al contrario di quello che dice il nostro Premier, abbiamo parecchio tempo davanti a noi per farle.

Resoconto del resto della giornata: che emozione, sono uscito a fare benzina 🙂 E cogliamo l’occasione per far notare che in un paese civile minacce come quelle evocate dalle associazioni dei distributori di carburante dovrebbero essere rimandate al mittente senza indugio e nemmeno essere immaginate.

Per oggi basta opinioni negative però. Nonostante quella che a questo punto pare una evidente inadeguatezza della nostra classe dirigente queste sono le persone che sono al comando e a loro vanno le relative responsabilità e decisioni. Si può solo sperare che, al netto di una situazione comunque molto complicata, riescano a sbagliare il meno possibile.

In omaggio al CEO di Ryanair, Michael O’Leary, oggi l’immagine che ci accompagna è tutt’altro che sobria, anzi è un buon sandwich, con l’augurio di poterne tutti gustare uno sul voli Ryanair alla fine di questa complicata avventura.