I requisiti per poter utilizzare i benefici economici di Industria 4.0

In caso di investimenti eccedenti i 500 mila euro, già la legge originale prevedeva l’obbligo di ottenere una perizia giurata da parte di un tecnico terzo. La circolare 4/e ha previsto l’opportunità che la perizia/attestazione di conformità sia corredata di un’analisi tecnica. A tutela della proprietà intellettuale e della riservatezza dell’utilizzatore del bene, nonché di terze parti l’analisi tecnica è realizzata in maniera confidenziale dal professionista o dall’ente di certificazione e deve essere custodita presso la sede del beneficiario dell’agevolazione. Le informazioni contenute potranno essere rese disponibili solamente su richiesta degli organi di controllo o su mandato dell’autorità giudiziaria.

I contenuti dell’analisi tecnica devono essere i seguenti:

descrizione tecnica del bene per il quale l’impresa intende beneficiare dell’agevolazione che ne dimostri, in particolare, l’inclusione in una delle categorie definite nell’allegato A o B, con indicazione del costo del bene e dei suoi componenti e accessori (così come risultante dalle fatture o dai documenti di leasing);

descrizione delle caratteristiche di cui sono dotati i beni strumentali per soddisfare i requisiti obbligatori e quelli facoltativi;

– verifica dei requisiti di interconnessione. Affinché un bene, coerentemente con quanto stabilito dall’articolo 1, comma 11, della legge di Bilancio 2017, possa essere definito «interconnesso» ai fini dell’ottenimento del beneficio, è necessario e sufficiente che:

1. scambi informazioni con sistemi interni (es.: sistema gestionale, sistemi di pianificazione, sistemi di progettazione e sviluppo del prodotto, monitoraggio, anche in remoto, e controllo, altre macchine dello stabilimento ecc.) e/o esterni (es.: clienti, fornitori, partner nella progettazione e sviluppo collaborativo, altri siti di produzione, supply chain ecc.) per mezzo di un collegamento basato su specifiche documentate, disponibili pubblicamente e internazionalmente riconosciute (esempi: Tcp-Ip, Http, Mqtt ecc.);

2. sia identificato univocamente, al fine di riconoscere l’origine delle informazioni, mediante l’utilizzo di standard di indirizzamento internazionalmente riconosciuti (es.: indirizzo IP).

– descrizione delle modalità in grado di dimostrare l’interconnessione della macchina/impianto al sistema di gestione della produzione e/o alla rete di fornitura;

– rappresentazione dei flussi di materiali e/o materie prime e semilavorati e informazioni che vanno a definire l’integrazione della macchina/impianto nel sistema produttivo dell’utilizzatore (allo scopo, si potranno utilizzare opportune metodologie di rappresentazione quali, per esempio, schemi a blocchi, diagrammi di flusso, risultati di simulazioni, ecc.).

Il possesso di tali requisiti deve essere attestato:

– per i beni dal costo unitario di acquisizione superiore a 500 mila euro, da una perizia tecnica giurata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale che devono dichiarare la propria «terzietà» rispetto ai produttori e/o fornitori dei beni strumentali, servizi e beni immateriali oggetto della perizia – iscritti nei rispettivi albi professionali, ovvero da un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato; la perizia può anche riguardare una pluralità di beni agevolati;

– per i beni dal costo unitario di acquisizione inferiore o uguale a 500 mila euro, da una dichiarazione resa dal legale rappresentante resa ai sensi del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa (tale dichiarazione può anche essere sostituita dalla perizia tecnica giurata o dall’attestato di conformità di cui al punto precedente).

La dichiarazione del legale rappresentante e l’eventuale perizia devono essere acquisite dall’impresa entro il periodo di imposta in cui il bene entra in funzione, ovvero, se successivo, entro il periodo di imposta in cui il bene è interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. La relazione evidenzia che, in quest’ultimo caso, l’agevolazione sarà fruita solo a decorrere dal periodo di imposta in cui si realizza il requisito dell’interconnessione.

Per poter beneficiare dalle maggiorazioni in esame i beni materiali e immateriali di cui agli allegati A e B dovranno, quindi, rispettare il requisito della «interconnessione» al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura, requisito che risulta indispensabile per la spettanza dell’agevolazione, la maggiorazione può essere fruita solo a decorrere dal periodo di imposta in cui si realizza l’interconnessione. Nel caso in cui il bene entri comunque in funzione, pur senza essere interconnesso, l’impresa può godere della maggiorazione relativa al super ammortamento fino all’esercizio precedente a quello in cui si realizza l’interconnessione .

Le caratteristiche dei macchinari: i requisiti previsti dalla circolare Mise-Agenzia delle entrate

La circolare Mise-Agenzia ha introdotto un capitolo idoneo ad analizzare le cinque caratteristiche che devono avere i macchinari. In questo lavoro, andando forse oltre i requisiti richiesti dalla norma, la circolare ha specificato quanto segue.

1) La caratteristica del controllo per mezzo di Cnc (Computer numerical control) e/o Plc (Programmable logic controller) è da considerarsi pienamente accettata anche quando la macchina/impianto possiede soluzioni di controllo equipollenti, ovvero da un apparato a logica programmabile pc, microprocessore o equivalente che utilizzi un linguaggio standardizzato o personalizzato, oppure più complessi, dotato o meno di controllore centralizzato, che combinano più Plc o Cnc.

2) La caratteristica dell’interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program è soddisfatta se il bene scambia informazioni con sistemi interni per mezzo di un collegamento basato su specifiche documentate, disponibili pubblicamente e internazionalmente riconosciute come: Tcp-Ip, Http, Mqtt . Il bene deve essere identificato univocamente, al fine di riconoscere l’origine delle informazioni, mediante l’utilizzo di standard di indirizzamento internazionalmente riconosciuti come l’indirizzo Ip. Entrando nello specifico:

– la parola fabbrica deve essere intesa come un ambiente fisico dove avviene creazione di valore attraverso la trasformazione di materie prime o semilavorati e/o realizzazione di prodotti;

– nel caso di macchine motrici od operatrici, che operano in ambiente esterno (tipicamente macchine utilizzate in agricoltura e nelle costruzioni), si deve intendere la caratteristica assolta se le stesse siano a guida automatica (senza operatore a bordo) o semi-automatica (o assistita – con operatore che controlla in remoto) e in grado di ricevere dati relativi al compito da svolgere da un sistema centrale remoto (in questo caso ricadono anche i droni) situato nell’ambiente di fabbrica;

– sono riconducibili alle «istruzioni» le indicazioni, che dal sistema informativo di fabbrica vengano inviate alla macchina, legate alla pianificazione, alla schedulazione o al controllo avanzamento della produzione, senza necessariamente avere caratteristiche di attuazione o avvio della macchina.

3) La caratteristica dell’integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo vuole evidenziare che la macchina/impianto debba essere integrata in una delle seguenti opzioni:

– con il sistema logistico della fabbrica: in questo caso l’ integrazione può essere sia fisica che informativa. Vi rientrano i casi di integrazione fisica in cui la macchina/impianto sia asservita o in input o in output da un sistema di movimentazione/handling automatizzato o semiautomatizzato come una rulliera, un robot, un carroponte, che sia a sua volta integrato con un altro elemento della fabbrica come un magazzino, un buffer o un’altra macchina/impianto. Nei casi di integrazione informativa, l’integrazione avviene nel caso in cui sussista la tracciabilità dei prodotti/lotti realizzati mediante appositi sistemi di tracciamento automatizzati come codici a barre, tag Rfid, che permettano al sistema di gestione della logistica di fabbrica di registrare l’avanzamento, la posizione o altre informazioni di natura logistica dei beni, lotti o semilavorati oggetto del processo produttivo;

– con la rete di fornitura: in questo caso l’integrazione deve essere con la macchina/impianto che deve essere in grado di scambiare dati come gestione degli ordini, dei lotti, delle date di consegna, con altre macchine o più in generale, con i sistemi informativi, della rete di fornitura nella quale questa è inserita. Per rete di fornitura si deve intendere sia un fornitore a monte che un cliente a valle.

– con altre macchine del ciclo produttivo: in questo caso la circolare intende che la macchina su cui richiedere l’ammortamento aggiuntivo deve essere integrata in una logica di integrazione e comunicazione M2M con un’altra macchina/impianto a monte e/o a valle .

4) La caratteristica dell’interfaccia tra uomo e macchina semplici e intuitive significa che la macchina/impianto deve essere dotata di una sistema hardware, a bordo macchina o in remoto, di interfaccia con l’operatore per il monitoraggio e/o il controllo della macchina stessa. Per semplici e intuitive intende che le interfacce devono garantire la lettura anche in una delle seguenti condizioni:

– con indosso i dispositivi di protezione individuale di cui deve essere dotato l’operatore;

– senza errori a prescindere dalle condizioni di situazione ambientale del reparto produttivo, che non devono essere influenzate da illuminazione, posizionamento delle interfacce sulle macchine, presenza di agenti che possono sporcare o guastare i sistemi di interazione.

5) Per poter beneficiare dell’agevolazione fiscale, i beni devono inoltre essere dotati di almeno due tra le seguenti caratteristiche:

a) Sistemi di telemanutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto. La macchina/impianto deve prevedere almeno una delle seguenti caratteristiche:

– sistemi di telemanutenzione che possono da remoto, in automatico o con la supervisione di un operatore, effettuare interventi di riparazione o di manutenzione su componenti della macchina/impianto;

– sistemi di telediagnosi. Sistemi che in automatico consentono la diagnosi sullo stato di salute di alcuni componenti della macchina/impianto;

– controllo in remoto. Soluzioni di monitoraggio della macchine/impianto in anello aperto e soluzioni di controllo in anello chiuso, sia in controllo digitale diretto che in supervisione, a condizione che ciò avvenga in remoto e non a bordo macchina;

b) monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processomediante opportuni set di sensori e adattività alle derive di processo. Il monitoraggio può essere non esclusivamente finalizzato alla conduzione della macchina o impianto, ma anche al solo monitoraggio delle condizioni o dei parametri di processo e all’eventuale arresto del processo al manifestarsi di anomalie che ne impediscono lo svolgimento;

c) caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e/o impianto con la modellizzazione e/o la simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo (sistema cyberfisico). Il riferimento è al concetto del cosiddetto digital twin, ovvero della disponibilità di un modello virtuale o digitale del comportamento della macchina fisica o dell’impianto, sviluppato al fine di analizzarne il comportamento anche, ma non esclusivamente, con finalità predittive e di ottimizzazione del comportamento del processo stesso e dei parametri che lo caratterizzano. Sono inclusi modelli o simulazioni residenti sia su macchina che off-line come per esempio i modelli generati tramite tecniche di machine learning.

Investimenti in beni materiali strumentali nuovi: cosa fare in Industria 4.0

L’impresa interessata a beneficare degli investimenti, dopo averli identificati, deve pianificare la modalità di acquisizione. Il bene può essere acquistato da terzi, in proprietà o in leasing. Può essere realizzato in economia o acquisito mediante contratto di appalto. Sono esclusi dal beneficio i beni utilizzati in base ad un contratto di locazione operativa o di noleggio.

Per tali beni, la maggiorazione, al ricorrere dei requisiti previsti, potrà spettare al soggetto locatore o noleggiante. Gli investimenti devono essere effettuati entro il 31 dicembre 2017, ovvero entro il 30 giugno 2018. In questo caso, entro la data del 31 dicembre 2017 l’impresa deve aver firmato il relativo ordine e questo deve essere accettato dal venditore; inoltre, deve essere avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione entro la stessa data. Solo al verificarsi di entrambe le condizioni risultano ammissibili al super ammortamento o iper-ammortamento, anche gli investimenti «effettuati» nel periodo 1° gennaio 2018-30 giugno 2018.

Nel caso di locazione finanziaria, entro il 31 dicembre deve esser stipulato il contratto di leasing e deve essere versato il 20% di maxi-canone. Per ciò che concerne i beni realizzati mediante contratto di appalto, l’impresa può avere l’estensione temporale del super ammortamento al 30 giugno 2018 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2017 il relativo contratto di appalto risulti sottoscritto da entrambe le parti e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo complessivo previsto nel contratto. In tale ipotesi, il super ammortamento spetterà anche per i contratti di appalto per i quali il momento di effettuazione dell’investimento si sia verificato oltre il 31 dicembre 2017 ed entro il 30 giugno 2018.

In merito ai beni realizzati in economia, la circolare n. 23/E del 2016 ha chiarito che la maggiorazione spetta anche per i lavori iniziati nel corso del periodo agevolato ovvero iniziati/sospesi in esercizi precedenti a tale periodo, ma limitatamente ai costi sostenuti nel periodo in questione, avuto riguardo ai predetti criteri di competenza di cui al citato articolo 109 del Tuir, anche se i lavori risultano ultimati successivamente alla data di cessazione dell’agevolazione.

In questo caso, trattandosi non di beni acquistati presso soggetti terzi, ma realizzati internamente, la prima condizione prevista dalla norma, ossia l’accettazione dell’ordine da parte del venditore, non rileverà ai fini dell’estensione del beneficio dell’ammortamento maggiorato agli investimenti effettuati entro il 30 giugno 2018.

Tale estensione, nel caso di beni realizzati in economia, può essere ottenuta qualora entro il 31 dicembre 2017 l’impresa possa rendicontare costi pari almeno al 20 per cento dei costi complessivamente sostenuti nel periodo 1° gennaio 2017-30 giugno 2018

La data di consegna e il momento di realizzazione dell’investimento

Per beneficiare delle maggiorazioni dell’ammortamento sui beni, deve essere identificato il giorno in cui l’investimento può essere considerato realizzato. La circolare n. 4/E e la circolare n. 8/e del 2017 dell’Agenzia delle entrate specificano che, ai fini della determinazione del «momento di effettuazione», rilevante ai fini della spettanza della maggiorazione, l’imputazione degli investimenti al periodo di vigenza dell’agevolazione segue le regole generali della competenza previste dall’articolo 109, commi 1 e 2, del Tuir. Pertanto, le spese di acquisizione dei beni si considerano sostenute, per i beni mobili, alla data della consegna o spedizione, ovvero, se diversa e successiva, alla data in cui si verifica l’effetto traslativo o costitutivo della proprietà o di altro diritto reale, senza tener conto delle clausole di riserva della proprietà. Queste regole sono applicabili anche ai soggetti esercenti arti e professioni.

Inoltre, precisa la circolare, andando contro a interpretazioni apparse su organi di stampa, continuano a non rilevare i diversi criteri di qualificazione, imputazione temporale e classificazione in bilancio previsti per i soggetti che redigono il bilancio in base ai principi contabili internazionali di cui al regolamento (Ce) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002 e – a seguito delle modifiche apportate all’articolo 83 del Tuir dal decreto legge 30 dicembre 2016, n. 244, convertito dalla legge 27 febbraio 2017, n. 19, decorrenti dall’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2015 – per i soggetti, diversi dalle micro imprese di cui all’articolo 2435-ter del codice civile, che redigono il bilancio in conformità alle disposizioni del codice civile.

Diversa è la situazione in caso di leasing. Ai fini della determinazione del momento di effettuazione dell’investimento, per le acquisizioni di beni con contratti di leasing rileva il momento in cui il bene viene consegnato, ossia entra nella disponibilità del locatario. Solo nel caso in cui il contratto di leasing preveda la clausola di prova a favore del locatario, ai fini dell’agevolazione diviene rilevante la dichiarazione di esito positivo del collaudo da parte dello stesso locatario. Rileva, ai fini della spettanza del beneficio in questione, la consegna del bene al locatario (o l’esito positivo del collaudo) e non il momento del riscatto. In altri termini, l’acquisizione in proprietà del bene a seguito di riscatto non configura per il contribuente un’autonoma ipotesi d’investimento agevolabile.

Per i beni realizzati in economia, ai fini della determinazione del costo di acquisizione, rilevano i costi imputabili all’investimento sostenuti nel periodo agevolato. Sono ammissibili i costi concernenti la progettazione dell’investimento; i materiali acquistati ovvero quelli prelevati dal magazzino, quando l’acquisto di tali materiali non sia stato effettuato in modo specifico per la realizzazione del bene; la mano d’opera diretta; gli ammortamenti dei beni strumentali impiegati nella realizzazione del bene; i costi industriali imputabili all’opera (stipendi dei tecnici, spese di mano d’opera, energia elettrica degli impianti, materiale e spese di manutenzione, forza motrice, lavorazioni esterne, eccetera).

Nell’ipotesi in cui l’investimento nei beni sia realizzato mediante un contratto di appalto a terzi, la circolare richiama i criteri di competenza di cui all’articolo 109 del Tuir. Ne consegue che i costi si considerano sostenuti dal committente alla data di ultimazione della prestazione o alla data dello stanziamento accettato. Possono essere considerati con il criterio dello stato di avanzamento lavori i corrispettivi liquidati nel periodo agevolato in base allo stato di avanzamento lavori (Sal), indipendentemente dalla durata infrannuale o ultrannuale del contratto.

La maggiorazione è riconosciuta nella misura in cui il Sal è liquidato in via definitiva, vale a dire quando il Sal è accettato dal committente, in conformità a quanto stabilito dall’articolo 1666 del codice civile, entro il periodo di vigenza dell’agevolazione (cfr. circolare n. 23/E del 26 maggio 2016, circolare n. 44/E del 27 ottobre 2009 e circolare n. 4/E del 18 gennaio 2002).

Professionisti esclusi dall’iper-ammortamento, ammessi invece al super

L ‘articolo 1, comma 91, della legge n. 208 del 2015 ha stabilito che il beneficio del super ammortamento spetta ai «soggetti titolari di reddito d’impresa» e agli «esercenti arti e professioni». La platea dei soggetti interessati dalla maggiorazione del 150%, invece, è più ristretta ed è limitata soltanto ai primi. Lo specifica la circolare 4/e che richiama il tenore letterale della disposizione che prevede che per la fruizione dei benefìci che «l’impresa è tenuta a produrre una dichiarazione», nella stessa direzione la tipologia di beni agevolabili inducono a ritenere che il beneficio dell’iper ammortamento riguardi soltanto i titolari di reddito d’impresa.

Quanto vale la dichiarazione del fornitore che il macchinario è idoneo per l’iper-ammortamento

Le imprese che vogliono ottenere le agevolazioni previste da iper-ammortamento devono per prima cosa valutare se i macchinari sono idonei. Molte imprese erano partite chiedendo una dichiarazione al fornitore sull’idoneità della macchina per «Industria 4.0», purtroppo questo è inutile. La circolare vuole infatti una perizia di un tecnico esterno e prevede la possibilità, in caso di beni dubbi, di chiedere un parere al Ministero stesso. I beni agevolabili sono elencati nell’allegato A annesso alla legge di Bilancio 2017 («Beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello Industria 4.0») e sono raggruppabili in tre categorie:

– beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti;

– sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità;

– dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica «4.0».

Le indagini riguardanti l’effettiva riconducibilità di specifici beni materiali ad una delle categorie ammissibili all’iper-ammortamento comportano accertamenti di natura tecnica, che coinvolgono la competenza del Ministero dello sviluppo economico. Per questo, i soggetti interessati possono presentare, ai sensi dell’articolo 11 della legge 27 luglio 2000, n. 212, un’istanza di interpello all’Agenzia delle entrate per ottenere una risposta riguardante fattispecie concrete e personali relativamente all’applicazione delle disposizioni tributarie, quando vi sono condizioni di obiettiva incertezza sulla corretta interpretazione delle stesse. Nei casi, invece, in cui i dubbi in merito all’ambito oggettivo di applicazione dell’agevolazione riguardino esclusivamente la riconducibilità dei beni per i quali l’impresa intende fruire del beneficio, il contribuente può acquisire autonomamente il parere tecnico del Ministero limitandosi a conservarlo, senza presentare un’istanza di interpello all’Agenzia delle entrate.