Giorno Cinquantadue – Abbiamo testato l’efficienza del Servizio Sanitario Nazionale

Amici e lettori tutti, ebbene si’! Oggi abbiamo testato l’efficienza del Servizio Sanitario Nazionale in un ospedale del profondo Nord-Est! Non per il Covid, fortunatamente, ma siamo stati costretti a ricorrere all’aiuto di un Pronto Soccorso. E’ stata una esperienza assai curiosa e ve la raccontiamo.

Per incominciare, è stato interessante entrare in un Pronto Soccorso deserto. Una cosa mai vista precedentemente in tutta la nostra vita! Il fetentissimo coronavirus evidentemente ha dei poteri taumaturgici nei confronti delle altre malattie (e qui dovremmo fare tutta una serie di altre considerazioni che, non essendo pertinenti, evitiamo).

Comunque una volta entrati dentro in codice giallo (ebbene si’, c’era una certa urgenza) siamo stati immediatamente portati per le prime cure in uno stanzone dove, sebbene separati da ampi teli e con gli infermieri ben protetti, abbiamo distintamente sentito che da qualche parte all’interno del Pronto Soccorso c’era una persona che era risultata positiva al Covid. Una volta stabilizzata la situazione siamo invece stati spostati in un’area separata, dove tutte le persone appartenevano alla categoria che non aveva sintomi respiratori e in generale non collegabili al Coronavirus.

Se dobbiamo proprio esprimere una qualche perplessità, la riserviamo per l’infermiere che ci ha inserito il “pezzo di plastica” necessario per la flebo nel caso avessimo dovuto ricevere diversi trattamenti in rapidità. Non dovremmo dirlo ma l’infermiere era a mani nude e non solo, ma anche tre ore più tardi ce l’ha rimosso a mani nude. Che sicuramente saranno state disinfettate, ed anzi è stato bravissimo perché non abbiamo sentito alcun dolore, ma sempre perplessi siam rimasti. Probabilmente inserire quel “coso” è difficile a mani nude, ma toglierlo forse un po’ meno?

Altra cosa che ci ha colpiti non positivamente: la persona all’accettazione ha preso il nostro tesserino sanitario, che gli avevamo porto con le nostre mani ovviamente, a mani nude e successivamente dopo averlo maneggiato ce l’ha restituito sempre a mani nude. Sicuri che non si possa fare di meglio per fare uno scan di codice a barre?

In definitiva, siamo stati trattati molto rapidamente e con grande professionalità e cortesia ma, se proprio ce lo concedete, siamo rimasti “non particolarmente colpiti” dalle misure poste in essere per separare i potenziali malati Covid dagli altri. E se non lo fanno perfettamente in un Pronto Soccorso, figuriamoci fuori.

Speriamo bene, cari amici, perchè qui la netta impressione è che come abbassiamo la guardia l’infame virus ritornerà a farsi sentire e, se proprio vogliamo dirla tutta, ci sembra proprio di poter dire che la strategia messa in atto dal nostro governo (e anche da parecchi altri) è quella di tenerci chiusi più o meno quasi tutti in casa fino a quando arriva l’estate, che forse, diconsi forse, potrebbe essere il grande nemico del virus.

Ma se le alte temperature non ottenessero il risultato.. il dubbio che non ci sia una vera strategia funzionale di contenimento, se non stare a casa ad oltranza, a questo punto si insinua fortemente nelle nostre menti.

Amici tutti, per oggi vi salutiamo qui perché la giornata è stata assai stressante. Vogliamo comunque dedicare il nostro pensiero alle persone che ci hanno assistito e che sono in prima linea in un lavoro che è enormemente stressante e che noi mai e poi mai saremmo capaci di fare. E se facciamo notare quelle che ci sono sembrate incongruenze è perché vogliamo che tutte le persone minimizzino la loro percentuale di contrarre malattie e infezioni, tra cui il temibile Covid.

La nostra immagine di oggi quindi non poteva essere che dedicata a medici e infermieri, che ringraziamo ancora per il loro sacrificio. Come sempre, cari amici, tenete duro e a domani, sicuramente in miglior salute!