Giorno Quarantatre – Il MES brutto e cattivo ci ha pure rubato la merendina

Signora maestra, il MES è cattivo, tira i capelli alle compagne di classe e ha rubato la merendina alla bambina dell’ultimo banco! E aggiungiamoci anche che non si lava e ha pure i pidocchi! E non si lava neanche la mani quando va al bagno, figuriamoci se porta la mascherina! E non l’abbiamo detto noi, l’ha detto il secchione del primo banco, Giuseppe! Si’, proprio quel secchione di Conte! Chissà cosa ha in testa di combinare questa settimana 🙂

Amici e lettori tutti, citiamo da un noto quotidiano il titolo di oggi dell’intervista al nostro presidente de Consiglio Giuseppe Conte: “Il MES ha una brutta fama, non dimentichiamo la Grecia”. Non ci siamo inventati nulla nel nostro incipit insomma 🙂 E la bambina a cui il MES ha tirato i capelli è la Ursula Von Der Leyen, ci giureremmo! Non a caso la Ursula sta con il Giuseppi!

Ci avviciniamo quindi allo scontro finale e entrambi gli schieramenti stanno schierando i loro big. Abbiamo visto le interviste favorevoli al MES di Prodi e di Monti dell’altro giorno, a cui oggi ha appunto risposto Conte in persona. E’ proprio difficile dire cosa capiterà questa settimana al Consiglio dell’Eurogruppo in programma per giovedì 23.

Fosse per noi chiameremmo, ovviamente in accordo con gli americani, il nostro caro amico Vladimir Putin e gli domanderemmo se già stanotte potesse staccare il gas alla Cul.na Inchia..bile, di modo che la mattina del 23 in Germania non si accendono nemmeno gli accendini (ci vogliono di norma due – tre giorni per esaurire il gas gia’ presente all’interno dei metanodotti, quindi a staccare adesso si sarebbe perfettamente in orario per giovedì mattina). E scommettiamo che il buon Vladimir sarebbe più che felice di farci questa cortesia, ovviamente in cambio di una base navale sul Mar Adriatico, s’intende. Ma anche questa telefonata rimarrà un altro sogno irrealizzabile 😦

In tutto ciò, ci è molto piaciuta l’intervista di Alessandro di Battista rilasciata al Fatto Quotidiano oggi. Anche se non a chiare lettere, del resto non puo’ certo esporsi in maniera chiara, lui sostiene l’ipotesi di diventare in pratica una colonia cinese se l’Europa non ci fornisce i mezzi necessari ad uscire dalla crisi. Noi punteremmo più sugli americani con l’ausilio dei russi, in pratica ritornando all’assetto della Guerra Fredda in cui le due superpotenze si spartivano il nostro paese, anche se in maniera un filino sbilanciata verso gli USA.

Il punto principale però ci trova concordi. Noi come Italia non abbiamo nessuna possibilità di uscire da soli dal pantano attuale in cui siamo. Dobbiamo affidarci a qualcuno, che ovviamente vorrà qualcosa in cambio. L’America ci vuole come principale trincea di difesa e controllo del Mediterraneo, la Russia ci vorrebbe per presidiare i suoi interessi nel settore energetico e impedire che altri attori si affaccino sul mercato, la Cina ha bisogno di un canale con cui penetrare con tutte le sue merci sul continente europeo.

Chi offre di più? Lo sapremo questa settimana. O più probabilmente quella dopo, visto che sarà difficile che giovedì esca un responso definitivo. Però prima o poi una decisione andrà presa, è inevitabile. E più di qualcuno nelle nostre alte sfere sta tremando perchè essere dalla parte sbagliata significa perdere decenni di privilegi e viceversa, ovviamente.

Come ha scritto Di Battista, “i prossimi dieci giorni saranno cruciali per l’Italia del prossimi anni”. Lo avevamo scritto anche noi l’altro giorno quindi non possiamo che essere d’accordo 🙂

Nel frattempo ci siamo goduti una delle ultime domeniche di silenzio assoluto, senza nemmeno un accenno di smart working. In preda ad una crisi di astinenza da Formula Uno ci siamo ridotti a guardare il Gran Premio virtuale della Cina, ecco.. la situazione è molto, molto grave!

Magari nei prossimi giorni faremo una analisi sulla situazione dei diversi sport e su come stanno approcciando la potenziale uscita dall’epidemia attuale. E’ già interessante notare la distinzione tra chi ha letteralmente chiuso tutto e arrivederci all’anno prossimo e chi invece evidentemente, al di là di pagare gli stipendi, guadagna un reale surplus dal proseguire i campionati e quindi si sta ingegnando a trovare soluzioni più o meno credibili. Sono pochi gli sport che hanno questa caratteristica.

Vi lasciamo con una sobria foto dei tre signori nominati precedentemente. Uno di loro ha in mano le sorti del nostro paese, anche se non sappiamo quale. Anche solo per fare pressione agli altri “alleati” europei, che sarebbe molto utile. Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni, nel frattempo come sempre tenete duro e a domani!

vladimir putin, donald trump and xi jinping